SMAT Azienda Speciale

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Risposta degli utenti a SMAT, ACEA, SAP

ed all'Autorità per l'energia elettrica ed il gas

Di solito SMAT, ACEA, SAP rispondono ai  reclami degli  utenti che chiedono la riduzione della tariffa dell'acqua in applicazione dell'esito referendario,  inviando loro una lettera alla quale è bene rispondere.
I nostri legali hanno redatto il testo della risposta che consigliamo di inviare al gestore SMAT, o ACEA o SAP e, per conoscenza, all'Autorità per l'energia elettrica e il gas,  anche come forma di autotutela per eventuali controversie legali future.

Leggi la lettera che SMAT invia agli utenti che praticano l'Obbedienza Civile

Scarica la lettera da inviare al gestore come risposta  in formato .doc [20Kb] oppure in formato .pdf [79 Kb]

Il testo della lettera è il seguente (es. per S.M.A.T.):

 

 

Spett.le S.M.A.T.

Corso XI febbraio 14

10152 Torino

e p.c.

Spett.le Autorità per l'energia elettrica e il gas

c.a Responsabile Ufficio Speciale Tariffe e Qualità dei Servizi Idrici
ing. Egidio Fedele Dell’Oste
Piazza Cavour 5
20121 Milano    
Fax 02 65565222
Fax verde 800 185 025

Oggetto: Risposta alla nota n. prot. .....  del ..... ; reclamo inviato il ….in merito all’attuazione della normativa vigente all’esito del referendum abrogativo del 12 13 giugno 2011


Il sottoscritto vista la risposta in oggetto, ribadisce con la presente le contestazioni già formulate nel reclamo inviato in data ---- e che per comodità si riportano integralmente:

1. Come vi è noto il referendum del 12 giugno e 13 giugno 2012 ha parzialmente abrogato l’articolo 154 del Codice dell’Ambiente nella parte in cui prevedeva che la tariffa del servizio idrico integrato fosse calcolata tenendo conto dell’adeguatezza della remunerazione del capitale investito;
2. L’abrogazione della menzionata norma, in applicazione dei principi generali dell’Ordinamento, contrariamente a quanto da voi asserito, è immediatamente applicabile, così come statuito dalla Corte Costituzionale nella sentenza 26/2001 che ha dichiarato l’ammissibilità del quesito referendario.
3. In particolare nella menzionata sentenza si dice che nell’ipotesi di abrogazione del criterio dell’adeguatezza della remunerazione del capitale investito persiste la nozione di tariffa come corrispettivo determinata in modo tale da assicurare “ la copertura integrale dei costi di investimento e di esercizio secondo il principio del recupero dei costi e secondo il principio di chi inquina paga
4. Il DPR 116/ 2011 pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 20 Luglio 2011 nel recepire gli esiti del referendum  ha cancellato dal nostro ordinamento la norma oggetto del referendum statuendo l’obbligo del rispetto del nuovo quadro normativo;
5. Il Vostro riferimento alla persistenza della Convenzione stipulata tra Ato 3 Torinese e Smat , non vale perciò a  legittimare  la pretesa di ricomprendere nella tariffa anche la remunerazione del capitale investito, stante che questo elemento è stato abrogato dal referendum in oggetto. Del pari infondato è il vostro riferimento alla deliberazione n 443 del 26 gennaio 2012  dell’ATO 3 Torinese perché ove tale delibera avesse rimodulato la tariffa tenendo conto anche della remunerazione del capitale investito, esse sarebbe evidentemente affetta da nullità perché adottata in palese violazione delle norme attuali vigenti.

Emerge dunque in modo evidente l’illegittimità del metodo impiegato per il calcolo della tariffa e la necessità di intervenire in applicazione dell’esito referendario, come del resto Voi stessi ricordate, richiamando i provvedimenti tariffari in materia di servizi idrici rimessi all’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas.
L’attesa eliminazione dell’elemento dell’adeguata remunerazione del capitale investito non può tuttavia ripercuotersi sull’utente, il quale è tenuto a corrispondere esclusivamente l’importo dovuto. In tal senso, il reclamo non può in alcun modo ritenersi un “mancato pagamento di un corrispettivo regolarmente determinato ed applicato” e, pertanto, la Vostra pretesa di continuare ad esigere anche l’importo relativo all’adeguata remunerazione del capitale investito non ha alcun fondamento oltre ad essere lesiva dei diritti degli utenti.
A tal proposito, è appena il caso di ricordare che i contratti di somministrazione dei servizi essenziali, quale è indubbiamente quello relativo al servizio idrico integrato, sono volti a soddisfare bisogni primari che trovano fondamento nell’articolo 2 della Costituzione e che ogni determinazione della Vostra azienda idonea a causare disagi nella fruizione del servizio è in grado di ripercuotersi negativamente sulla qualità della vita dell’utente, anche essa costituzionalmente tutelata.



Luogo, data e firma

 

Spett.le

S.M.A.T.

Corso XI febbraio 14

10152 Torino

 

Oggetto: Vostra risposta a reclamo inviato il ………… in merito all’attuazione della normativa vigente all’esito del referendum abrogativo del 12 13 giugno 2011

 

 

Il/la sottoscritto/a ……………………. vista la Vostra risposta in oggetto, deve integralmente contestare le affermazioni ivi contenute per le seguenti principali ragioni :

  1. Come vi è noto il referendum del 12 giugno e 13 giugno 2012 ha parzialmente abrogato l’articolo 154 del Codice dell’Ambiente nella parte in cui prevedeva che la tariffa del servizio idrico integrato fosse calcolata tenendo conto dell’adeguatezza della remunerazione del capitale investito;

  2. L’abrogazione della menzionata norma, in applicazione dei principi generali dell’Ordinamento, contrariamente a quanto da voi asserito , è immediatamente applicabile , così come statuito dalla Corte Costituzionale nella sentenza 26/2011 che ha dichiarato l’ammissibilità del quesito referendario.

  3. In particolare nella menzionata sentenza si dice che nell’ipotesi di abrogazione del criterio dell’adeguatezza della remunerazione del capitale investito persiste la nozione di tariffa come corrispettivo determinata in modo tale da assicurare “ la copertura integrale dei costi di investimento e di esercizio secondo il principio del recupero dei costi e secondo il principio di chi inquina paga

  4. Il DPR 116/ 2011 pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 20 Luglio 2011 nel recepire gli esiti del referendum ha cancellato dal nostro ordinamento la norma oggetto del referendum statuendo l’obbligo del rispetto del nuovo quadro normativo;

  5. Il Vostro riferimento alla persistenza della Convenzione stipulata tra Ato 3 Torinese e Smat , non vale perciò a legittimare la pretesa di ricomprendere nella tariffa anche la remunerazione del capitale investito , stante che questo elemento è stato abrogato dal referendum in oggetto. Del pari infondato è il vostro riferimento alla deliberazione n 443 del 26 gennaio 2012 dell’ATO 3 Torinese perché ove tale delibera avesse rimodulato la tariffa tenendo conto anche della remunerazione del capitale investito , esse sarebbe evidentemente affetta da nullità perché adottata in palese violazione delle norme attuali vigenti

A tale stregua la vostra pretesa di continuare a percepire anche la quota relativa alla remunerazione del capitale investito non ha alcun fondamento ed è anzi illegittima oltre che lesiva dei diritti degli utenti .

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