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10 giugno Comunicato Stampa CGIL FP Provincia di Torino PDF Stampa E-mail
Scritto da Riccardo   
Venerdì 11 Giugno 2010 13:30
Comunicato Stampa
L'Acqua Pubblica entra nello Statuto della Provincia di Torino
Anche la CGIL FP festeggia col Comitato e con  tutto il “popolo dell'Acqua”


La delibera di iniziativa popolare, sostenuta da quasi 10.000 firme, è stata approvata Martedi 1 giugno scorso dal Consiglio Provinciale.

Insieme al Comitato Acqua Pubblica Torino, promotore dell’iniziativa e cui la CGIL FP aderisce, questo sindacato plaude a un risultato storico, merito dell’azione popolare e del lavoro compiuto dalla Maggioranza che sostiene il Presidente Saitta.

Finalmente si imbocca quella strada che ha portato Parigi a voltar pagina, con la ripubblicizzazione del servizio idrico nell’intera città, che la Puglia sta praticando con coraggio per l’acquedotto più grande d’Europa, che il Comune di Torino aveva già intrapreso con una modifica statutaria – sempre frutto di iniziativa popolare- utile ma sotto vari aspetti meno incisiva di questa.

Non si tratta solo di un preciso indirizzo politico di questa Provincia: considerare l’acqua non come una merce ma come un bene comune e un diritto degli abitanti del territorio.
Lo Statuto, costituisce anche un’importante arma per sottrarre l’acqua dai perversi meccanismi della messa sul mercato dei servizi pubblici nel momento in cui oggi afferma che:
-     il servizio idrico è dichiarato privo di rilevanza economica;
-     gli attivi della gestione saranno reinvestiti interamente nel servizio stesso;
-     la gestione delle reti e del servizio, avviene mediante enti o aziende esclusivamente pubblici.


Riteniamo quindi che il futuro di Smat non potrà essere quello, prefigurato dai poteri forti della Città, di confluire nella nuova holding, destinata agli appetiti di speculatori e grandi banche, che a partire da Iride ingloberebbe tutte le aziende di servizi.
Smat dovrà assolvere invece al proprio ruolo di azienda pubblica, scritto nel suo statuto, incentrata sull'obiettivo del servizio ai cittadini. Si eviteranno così conseguenze certe come la perdita di molti posti di lavoro, inevitabili in ogni fusione e già accadute al tempo della fusione AEM-AMGA che ha dato luogo a IRIDE.
Per noi della CGIL FP la salvaguardia dei posti di lavoro non si ottiene infatti con l'accettazione supina delle privatizzazioni, magari edulcorate da clausole di salvaguardia, ma con la rivendicazione di un modello non piegato agli interessi del capitale finanziario. C’è forse bisogno di altre prove dei fallimenti delle privatizzazioni per indurre gli altri sindacati a condividere questa battaglia?

La CGIL FP Provincia di Torino si rammarica che il voto su un tema così trasversale non sia stato unanime (un voto contrario dell’unico Consigliere dell’UDC presente in Aula e la non partecipazione al voto di tutta l’opposizione di centrodestra).
Prevale però la soddisfazione per questa bella prova di democrazia che auspichiamo la Provincia voglia portare avanti in tutte le sedi e pubblicizzare al massimo grado: siamo contenti di poter essere d’esempio ad altre province che sceglieranno questa strada.

Nei prossimi giorni saremo impegnati con i banchetti di raccolta firme per il referendum sull’acqua pubblica all’interno delle sedi principali dell’Ente, e invitiamo i dipendenti a firmare numerosi.
 
Con il Comitato Acqua Pubblica Torino, il nostro percorso continuerà verso l'obiettivo di una piena ripubblicizzazione della nostra azienda idrica e di un governo dell'acqua, partecipato da cittadini e lavoratori.


Per consultare esito votazioni e documenti visitate il sito del Comitato  www.acquapubblicatorino.org

Torino, 10 Giugno 2010
CGIL FP Provincia di Torino

Ultimo aggiornamento Venerdì 11 Giugno 2010 14:01
 
Martedi 8 giugno Riunione del Comitato Acqua Pubblica Torino PDF Stampa E-mail
Scritto da Riccardo   
Lunedì 07 Giugno 2010 12:30
martedi 8 giugno alle ore 21 al Caffe' Basaglia (via Mantova 34) e' convocata la riunione del Comitato Acqua Pubblica Torino con il seguente OdG, integrabile:

1-  Approvazione delibera che modifica lo statuto della Provincia:  oltre a festeggiare lo straordinario risultato ottenuto dal Comitato Acqua Pubblica Torino (per cui si incoraggia chi lo desidera a portare vivande e bottiglie per le libagioni), si valutera' nel merito tale risultato e si decideranno le iniziative di supporto per valorizzarlo, oltre a quelle gia' assunte finora.

2- Proposta di organizzare una festa dedicata alla vittoria in Provincia, con uniti banchetti referendari: Elena riferira' i contatti avuti con gli Interezza e decideremo luogo e giorno. Perche' non chiedere anche a Max Casacci e a Sistema Solare?

3- Campagna referendaria: aggiornamenti (per quanto non rinviato alla riunione successiva di mercoledi del Coordinamento).

4- Relazioni su incontri piu' significativi precedenti e suddivisione compiti per successivi eventi cui siamo invitati.

5- Fusione Iride-Enia: la provincia di Torino, ad esempio,  ha appena ratificato la fusione con ben poca opposizione (giro l'atto per conoscenza). Gli impegni concomitanti ci hanno impedito di lavorare su questo fronte: e' bene pero' mantenere l'aggiornamento anche su questa questione, perche' purtroppo il processo verso le multiutilities va avanti nonostante il referendum e le nostre campagne. Andrea Sacco ha inoltre fatto presente che i comitati di Genova ci chiedono un incontro sul tema; Stefano viceversa potra' raccontarci di quello avuto con Reggio Emilia

6- varie ed eventuali

 
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Scritto da Riccardo   
Giovedì 03 Giugno 2010 14:44

Forum italiano dei movimenti per l'Acqua

Comitato Acqua Pubblica Torino

Via Mantova 34 - 10153 Torino

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Comunicato Stampa

 L'Acqua Pubblica entra nello Statuto della Provincia di Torino

Festeggiano il Comitato e tutto il "popolo dell'Acqua"

 

La delibera di iniziativa popolare, sostenuta da quasi 10.000 firme, è stata oggi approvata dal Consiglio Provinciale di Torino.

Un risultato storico, sulla strada della Puglia, di Parigi, di molti altri territori che hanno scelto l'acqua come bene comune. E' la prima volta che accade nello Statuto di una grande provincia italiana: grazie al voto compatto della Maggioranza, presente al gran completo nell'ultima seduta e sospinta dall'onda inarrestabile dei 700.000 cittadini che hanno firmato il referendum promosso dal Forum dei Movimenti per l'Acqua.

 

Dopo quello conseguito con la Città di Torino, un altro grande risultato dell'azione popolare che ha portato la Politica sulle vie nobili spesso dimenticate, quelle che garantiscono agli abitanti del territorio torinese che l'acqua non sarà gestita con logiche di mercato e che:

- il servizio idrico e' dichiarato privo di rilevanza economica;

- gli attivi della gestione saranno reinvestiti interamente nel servizio stesso;

- la gestione delle reti e del servizio, avviene mediante enti o aziende esclusivamente pubblici.

Pur rimandando la valutazione della delibera approvata all'esame attento e analitico che sempre ci ha caratterizzato, possiamo già affermare che il testo approvato, frutto di emendamenti sui quali il Comitato ha anche dovuto combattere, contiene affermazioni di pregio espresse con maggiore chiarezza e coraggio rispetto al risultato Comunale.

Di questo va dato atto, oltre che alla tenacia della pressione popolare, a tutti i Consiglieri che hanno votato con costanza la Delibera e in particolare, per la loro opera di mediazione e di attenzione, a Silvia Fregolent (PD), Raffaele Petrarulo e Marco D'Acri (IdV) e all'Assessore Roberto Ronco.

 

Se quattro punti della Delibera sono passati in seconda lettura, con 28 voti a favore (incluso un Consigliere di opposizione) e nessuno contrario, il voto sfavorevole, sul quinto punto, dell'unico Consigliere dell'UdC presente in Aula ha un po' sciupato la festa.  Per noi questo distinguo è incomprensibile: se si è favorevoli che l'acqua sia priva di rilevanza economica, come si può non trarne la conseguenza di una gestione fuori dal mercato? Si vorrebbe quindi dar da bere agli assetati, ma al prezzo consigliato dal gestore privato, in regime di monopolio: che distanza da una politica ispirata a valori cristiani, o all'umana solidarietà! Chissà, forse le segreterie romane hanno richiamato all'ordine tanto loro quanto i partiti della libertà e del federalismo, che ancora oggi non partecipano al voto: la libertà è dunque quella delle multinazionali, di appropriarsi del patrimonio dei territori e delle autonomie locali?

 

Sembrano lontani i tempi -solo pochi mesi fa- in cui il Sindaco di Torino poteva permettersi, in piena sintonia con il Centrodestra, di snobbare l'iniziativa popolare, dichiarando sui giornali le sue mire di condurre Smat dentro una grande holding destinata agli appetiti di speculatori e grandi banche. Ora queste posizioni sembrano più isolate, mentre ampi settori della Politica anelano, con fatica, ad allinearsi a un laboratorio sociale che elabora una nuova cultura di ciò che è comune.

Eppure, anche oggi che il referendum li sommerge di firme, sappiamo che i poteri forti non si risparmieranno per riuscire a sottrarci l'acqua e i servizi pubblici. Le proveranno tutte: il popolo dell'Acqua ci sarà.

Sappiamo anche che il nostro percorso continuerà verso l'obiettivo di una piena ripubblicizzazione della nostra azienda idrica e di un governo dell'acqua, partecipato da cittadini e lavoratori.

 

Ma ora, ci godiamo questa bella vittoria della democrazia.

Fatelo con noi: esito votazioni e documenti sul nostro sito  www.acquapubblicatorino.org

 

Torino, 1 Giugno 2010

Il Comitato Acqua Pubblica Torino

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               Francesco Nannetti           349 4558 923          Andrea Sunseri         347 6979 498

                Andrea Sacco                   348 5105 164

Ultimo aggiornamento Giovedì 03 Giugno 2010 15:06
 
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Scritto da Riccardo   
Mercoledì 26 Maggio 2010 12:37

Forum italiano dei movimenti per l’acqua
Comitato Acqua Pubblica - Torino
Via Mantova, 34 – 10153 Torino
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Comunicato Stampa


Acqua Pubblica nello Statuto: la Provincia di Torino approva...quasi tutto; i cittadini vigilano, in attesa di festeggiare

 

La delibera di iniziativa popolare per l'acqua pubblica nello Statuto, è quasi in dirittura d'arrivo.


Ieri, Martedì 25 Maggio, si è votato per la terza volta il testo della delibera, comprensivo di emendamenti che, a eccezione del principio del quantitativo minimo vitale gratuito (che si sarebbe potuto garantire come diritto inviolabile della persona facendo da esempio in Italia e nel mondo), conserva comunque intatti altri importanti capisaldi della proposta popolare. Tra essi spiccano la qualifica del servizio idrico come privo di rilevanza economica –scelta necessaria per sottrarre l’acqua dalle logiche del mercato–, la garanzia che gli attivi di bilancio siano reinvestiti interamente nel servizio stesso e quella della proprietà e gestione delle reti, e del servizio, mediante soggetti esclusivamente pubblici.


Un voto che ha sancito, grazie alla compattezza della Maggioranza, l'approvazione definitiva dei primi quattro punti del testo, mentre per l'ultimo punto, con cui la Provincia garantisce la gestione pubblica del servizio idrico, sarà necessaria un'ultima seduta.


Come nelle sedute precedenti, l’opposizione di centrodestra –con la lodevole eccezione di un Consigliere– continua a non partecipare al voto, dimostrando di non aver compreso l’universalità dei principi della delibera popolare. Proprio oggi, che la speculazione dei tanto osannati mercati finanziari condanna intere nazioni a sacrifici di “lacrime e sangue”, si evita di prendere atto dei gravi e ripetuti fallimenti causati dalla scelta di affidare al privato la gestione dell’Acqua (chiedere per conferma ad Aprilia, Latina, Arezzo, Agrigento...e l’elenco potrebbe continuare!).

Ancor più sorprende e delude il voto contrario, sull'ultimo punto, dei tre Consiglieri dell'UdC.

Possiamo dare atto che già le affermazioni dei primi quattro punti, votati dall'intera maggioranza, mostrano che il seme del dubbio si fa strada anche tra gli ascoltatori del mantra delle “liberalizzazioni”. Ma se si è favorevoli a dichiarare il servizio idrico come privo di rilevanza economica, come si può non trarne la conseguenza che la sua gestione debba star fuori dal mercato?

Ma noi siamo ottimisti e confidiamo negli effetti salutari di una settimana di riflessione, per vedere, Martedì prossimo, il voto compatto anche di quei consiglieri che ieri hanno ascoltato più i richiami all'ordine delle segreterie romane, che gli interessi dei cittadini del proprio, e nostro, territorio.


Per dar seguito alla richiesta pressante degli oltre 515.000 cittadini, che si sono affollati ai tavoli per firmare il referendum, chiediamo ai Consiglieri la conferma definitiva che la Provincia di Torino ha imboccato con convinzione la strada della Puglia, di Parigi e di molti altri territori.


Il Comitato Acqua Pubblica Torino continua a informare nel dettaglio i cittadini degli esiti delle votazioni, mediante il sito www.acquapubblicatorino.org e ogni altro strumento a nostra disposizione.


Perché, come amiamo ripetere, si scrive acqua e si legge democrazia.


Torino, 26 Maggio 2010

Il Comitato Acqua Pubblica Torino





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Francesco Nannetti 349 4558 923

Andrea Sacco 348 5105 164

Andrea Sunseri 347 6979 498

Ultimo aggiornamento Mercoledì 26 Maggio 2010 21:21
 
Comunicato Stampa - Acqua Pubblica nello Statuto della Provincia: un primo importante passo che aspetta conferme PDF Stampa E-mail
Scritto da Riccardo   
Venerdì 14 Maggio 2010 16:32

Forum italiano dei movimenti per l’acqua

Comitato Acqua Pubblica Torino

Via Mantova 34 - 10153 Torino

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Comunicato Stampa

 

Acqua Pubblica nello Statuto della Provincia: un primo importante passo

che aspetta conferme

 

Il 18 Marzo 2010 il Comitato Acqua Pubblica Torino ha consegnato alla Provincia 9.564 firme di cittadini del territorio provinciale, a sostegno della delibera di iniziativa popolare per inserire nello Statuto della nostra Provincia il principio che l’acqua è un bene comune e non una merce, e che pertanto va gestita esclusivamente mediante enti o aziende pubblici.

 

Firme di persone consapevoli e determinate a informarsi, come quelle dei 350.000 cittadini che in tre settimane caso unico nella storia del Paese hanno sottoscritto i referendum promossi dal Forum dei Movimenti per l’Acqua, per abrogare le norme che incoraggiano –ma ancora non obbligano– la privatizzazione.  Firme più numerose, non a caso, nei territori più pesantemente colpiti dagli effetti nefasti, già sperimentati, della privatizzazione dell’acqua, come Sicilia, Toscana, Lazio.

 

Martedì 11 Maggio scorso, il Consiglio Provinciale ha compiuto un primo importante passo.

Col voto favorevole della maggioranza dei Consiglieri su un testo emendato, è stata espressa l’intenzione di recepire nello Statuto la maggior parte dei principi richiesti dai cittadini. Ma serviranno, per legge, altre due sedute con il voto della maggioranza assoluta dei Consiglieri per poter dichiarare approvata la delibera.

E’ il segno che un grande lavoro culturale fatto dai movimenti porta finalmente frutto, se il principale partito rappresentato in Consiglio afferma a chiare lettere la convinzione che l’acqua è un bene comune che non deve avere rilevanza economica”.

Certo, ci rammarichiamo che una tale conquista civile non sia patrimonio comune del Consiglio mediante un voto unanime: l’opposizione, dopo aver lodato il parere degli uffici, ha deciso di non partecipare al voto.

 

Valutiamo inoltre un’importante occasione persa la non condivisione del principio del quantitativo minimo vitale gratuito (stimato dall’OMS in 50 litri al giorno, non più di una doccia), come diritto inalienabile della persona effettivamente garantito. Questo nobile principio, facile da rendere concreto mediante aumento delle tariffe per certi voraci consumatori d’acqua, è ben diverso dalle –pur utili– agevolazioni per le fasce a bassissimo reddito, che purtroppo si applicano anche a chi non dichiara il proprio reddito reale. Ma se l’Uruguay è arrivato a mettere il diritto all’acqua nella Costituzione, perché non possiamo riuscirci anche qui?

 

Mentre la campagna referendaria continua a sommergere di firme il decreto Ronchi, con cui si pensava di privatizzare l’acqua “alla chetichella”, è importante compiere gli ultimi due passi decisivi per approvare la modifica dello Statuto Provinciale.

Per questo chiediamo la presenza e la compattezza, almeno di tutti i Consiglieri di Maggioranza, nel sostenere il testo in votazione, portando così la Provincia di Torino sulla strada di Parigi, della Puglia, dei Comuni di Venezia e Torino.

 

Il Comitato Acqua Pubblica Torino continuerà ad aggiornare i cittadini mediante gli organi di stampa, i tavoli di raccolta firme per il referendum e il sito www.acquapubblicatorino.org

Per la prossima discussione in Consiglio della delibera, Martedì 18 Maggio prossimo, invitiamo fin d'ora i cittadini a unirsi a noi per seguire da vicino le scelte di coloro che sono stati eletti per rappresentarli.

 

Torino, 14 Maggio 2010

Il Comitato Acqua Pubblica Torino

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               Francesco Nannetti           349 4558 923          

                Andrea Sacco                   348 5105 164

                Andrea Sunseri                 347 6979 498

Ultimo aggiornamento Venerdì 14 Maggio 2010 16:37
 
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